La scorsa settimana su New York City si è registrata una prolungata e copiosa nevicata.
Il manto nevoso ha abbon-
dantemente superato il mezzo metro.
Fonte, flickr.com di Walking Off the Big Apple
Dopo la pesanti nevicate che a metà febbraio hanno bloccato la capitale degli USA, Washington, e altre città limitrofe, una nuova irruzione gelida di origini canadese alimentata da aria calda in risalita dal Golfo del Messico ha riportato sulla costa Est del Nord-America pesanti nevicate. Ma questa volta la traiettoria è stata più settentrionale investendo in pieno la più grande metropoli del Nord-America.
A New York l' inverno 2009-2010 sembrava che stesse passando piuttosto anonimo; infatti fino a febbraio la stagione invernale era trascorsa, almeno rispetto agli abituali canoni di quelle regioni, senza particolari episodi nevosi e lo stesso mese di gennaio aveva registrato temperature sopra la media.
Ma tra il 25 e il 26 la "Grande Mela" ha registrato due giorni di neve continua (a tratti fitta) accompagnata in alcuni momenti da venti sostenuti. Dopo più di 32 ore di neve tra le vie della città si sono accumulati diversi di cm di neve.
Il 25 notte iniziava alla stazione di Central Park con una temperatura di 3° ma con un cielo che si andava ricoprendo velocemente. Poco prima della mattina iniziava a cadere una debole pioggia gelida con appena 2° che in meno di un' ora si è subito trasformata in neve.
La temperatura durante tutta la giornata si è mantenuta poco sotto lo zero con una minima di -3,3° rilevata nelle ore serali. Valori ideali per nevicate consistenti. La neve, infatti, è caduta tutta la giornata e in alcuni momenti è diventata molto fitta riducendo la visibilità a pochi metri. Nelle prime ore della sera raffiche fino a 5° della scala Beaufort hanno reso ancora più difficile le normali attività della megalopoli.
Il giorno dopo la neve è continuata a cadere (con una temperatura che non è salita sopra lo zero, giornata di ghiaccio) fino a pranzo per poi riprendere a fasi alterne nel pomeriggio. Nel frattempo all' aeroporto Kennedy la temperatura scivolava fino a -4° con raffiche di burrasca oltre i 62km/h. A Central Park la minima della giornata si è fermata di nuovo a -3,3°.
Solo la sera sono arrivate le prime ampie schiarite su una città congelata e seppellita dalla neve.
Infatti la più grande nevicata di questo inverno, e una delle più consistenti degli ultimi anni, ha portato accumuli superiori al mezzo metro ma in alcuni tratti si sono superati i 70cm.
I problemi non sono mancati né alla circolazione stradale, né all' aeroporto dove sono stati cancellati diversi voli, alcune scuole sono rimaste chiuse e per molte persone è stato difficile raggiungere i luoghi di lavori.
Tra lo stato di New York, il New Jersey e la Pennsylvania si sono registrate diversi blizzard e a causa del peso della neve sono crollati parecchi pali della luce che hanno provocato black out estesi togliendo lasciando senza energia elettrica 240 mila tra abitazioni, esercizi commerciali, uffici e industrie. Purtroppo a Central Park un uomo è stato ucciso da un albero crollato sotto il peso della neve tant' è che le autorità hanno consigliato ai cittadini di non passeggiare nel parco.
Nonostante questi problemi New York, abituata a ben altro, ha retto abbastanza bene; gli spargi sale e i camion per eliminare la neve hanno lavorato a pieno regime. Tra l' altro molti non sanno che sotto il manto stradale delle strade principali della grande città esiste una rete di riscaldamento che scioglie la neve ed impedisce che l' acqua di fusione ghiacci.
Ecco come si presentava New York tra il 25 e il 26 febbraio del 2010
Fonte, corriere.it


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